lunedì, gennaio 19, 2009

QUANTO VALE LA BANCA D'ITALIA?

DI GUIDO TABELLINI
Il Sole 24 Ore

Entro pochi giorni dovrà essere emanato il regolamento che ridefinisce l`assetto proprietario della Banca d'Italia.

letto su http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5487

3 commenti:

Blog su blogger di Tescaro ha detto...

Ciao Dario, come sempre ci dai link interessanti e allora olè volo a leggerli. Buona serata.

Anonimo ha detto...

Quanto vale la Banca d’Italia?
Sulla determinazione del valore della Banca d’Italia ( dato che, di recente, si ritorna a parlare di questo argomento) vorrei puntualizzare quanto segue, in qualità di ex capo del servizio coordinamento normativo e responsabile dei controlli interni dell’Ufficio Italiano dei Cambi (oggi Bankitalia).
Nel 1994, nella veste si indicata, espressi l’opportunità della soppressione dell’UIC e della sua conseguente confluenza nella Banca d’Italia, a seguito del venir meno del monopolio dei cambi. Detta soluzione (che ha, ora, trovato attuazione a partire dal 1.1.2008) non poteva incontrare il gradimento, né del Direttore Generale, né dell’allora Presidente dell’UIC (Dott. Fazio): infatti, se attuata in tale data, avrebbe comportato l’integrale conferimento al Tesoro dello Stato (sulla base della legislazione all’epoca vigente) delle riserve dell’UIC, costituite a fronte di un anomalo rapporto di c/c con la Banca d’Italia, ammontanti ad oltre 12.000 miliardi delle vecchie lire. Si preferì, allora, soprassedere a detta soppressione, provvedendo, nel 1998 (Dec. Legisl. n. 319/1998) solo ad un riordino dell’UIC, che consentì (in maniera sempre del tutto anomala e, comunque, senza alcuna giustificazione, fatta eccezione per una inconcludente affermazione resa al riguardo dal Dott. Fazio, nell’audizione del 28 ottobre 1998, nella seduta della Commissione Bilancio e Tesoro della Camera e del Senato ) il mantenimento di circa 4.000 miliardi delle vecchie lire (solo 8.000 vennero versate al Tesoro) nelle riserve dell’UIC, per farle, poi, confluire, a partire dal 1.1.2008, nel bilancio della Banca d’Italia (pari a circa 2 miliardi di euro). Tutto ciò venne, all’epoca, da me puntualmente denunciato, alla Corte dei Conti, unitamente ad altre denunce con le quali mettevo in evidenza l’illegittimità delle modalità di svolgimento del rapporto di c/c tra UIC e Bankitalia (che aveva determinato l’accumulo anomalo delle immense riserve patrimoniali a favore dell’UIC, come sopra detto), anticipando anche quello che successivamente sarebbe accaduto, come in effetti verificatosi. Dette denunce non ebbero alcun seguito, per il provvidenziale (!) venir meno del controllo di detta Corte sull’UIC, a seguito della qualificazione di quest’ultimo (prevista nel richiamato provvedimento di riordino del 1998) come “ente strumentale della Banca d’Italia” , che è stata sempre sottratta ad ogni controllo della Corte. Sul punto, è molto eloquente l’affermazione, contenuta nella sentenza del Tribunale di Roma del maggio 2004, pronunciata in un giudizio di mobbing da me intrapreso nei confronti dell’UIC , secondo la quale “il quadro emerso dall’attività istruttoria evidenzia la volontà dei vertici dell’azienda di tenere buono (sic!) l’Avv. Pellettieri….affinchè non assumesse iniziative contrarie alla politica aziendale”………..iniziative identificabili in “vere e proprie denunce dirette alla Corte dei Conti, denunce che ipotizzavano illeciti contabili ed amministrativi e che , sia pure implicitamente, non escludevano illeciti penali”.
Sta di fatto che i suddetti due miliardi di euro, che risultano, come sopra, indebitamente confluiti nelle riserve patrimoniali della Banca d’Italia a danno del Tesoro, dovrebbero ora essere ricalcolati (nuovamente a danno di quest’ultimo) nella determinazione del quantum da corrispondere agli attuali proprietari!
Sulla vicenda dell'appropriazione indebita di 2 miliardi di euro ai danni del Tesoro, mi risulta pendente presso la Procura della Repubblica di Roma un procedimento penale, connesso ad una mia denuncia per falsa testimonianza nei confronti di un ex collega dell'UIC: il procedimento è presso il P.M., il quale non ha ancora assunto alcuna decisione, dopo che una sua prima richiesta di archiviazione è stata respinta nell'ottobre 2005. Avv. Federico Pellettieri

Anonimo ha detto...
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