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La Repubblica di Ezio Mauro ha rifiutato qualsiasi revisionismo, anche il più moderato, per timore di perdere una quota dei suoi lettori. Quella più vecchia intellettualmente. La più allineata ai miti della sinistra. La più ostinata nel difendere la favola storica che per anni le è stata presentata come l’unica verità. Non soltanto dai partiti di sinistra, ma da molti testi scolastici di storia. Ho lavorato per quasi cinquanta anni in tanti giornali. E so bene che tutti sono in qualche modo prigionieri dei propri lettori. Per entrare in crisi, non è necessario perderli per intero: è sufficiente vedersi abbandonare da una frazione non secondaria di chi ti compra ogni giorno.
di Giampaolo Pansa (Ha lavorato a lungo a La Repubblica, di cui è stato vicedirettore, ed è stato condirettore di L'Espresso, per il quale ha anche tenuto una rubrica settimanale di politica e costume: il Bestiario. )
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