DI MARIO SEI
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da Tunisi
Era il 6 ottobre 1999 quando, davanti alla Commissione Stragi del Parlamento, Fulvio Martini, per sette anni a capo del SISMI, racconta con orgoglio, naturalmente senza spiegarne i dettagli, che il colpo di stato del 1987 per mettere al posto di Bourghiba il generale Zin Abidine Ben Ali fu soprattutto opera dei servizi segreti italiani e di due figure di spicco della recente storia d'Italia: Giulio Andreotti e Bettino Craxi. Non è certo un caso se quest'ultimo, in fuga dopo le condanne per corruzione e finanziamenti illeciti, ha poi scelto la Tunisia come luogo di residenza e se i suoi figli hanno continuato fino all'ultimo ad avere profondi intrecci con Ben Ali e il suo clan.
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