EDITORIALE SCRITTO DA MARCELLO SORGI
Con una raffica di interviste contemporanee, stile Berlusconi, ai maggiori giornali, Antonio Di Pietro ieri ha cercato di svelare il rebus sul nuovo Di Pietro su cui si arrovellano da giorni i suoi alleati e avversari. Dire che ci sia pienamente riuscito forse è troppo, perché, si sa, il leader di Italia dei Valori comunica più col corpo e la sua inconfondibile mimica che non con le sue stesse parole. Ma adesso si capiscono almeno le ragioni dell'inquietudine che lo ha portato, a sorpresa, il 13 giugno a non proclamarsi vincitore dei referendum, pur voluti da lui, lasciandone il merito ai cittadini che si erano recati alle urne e criticando apertamente per la conversione tardiva al rito della democrazia diretta Bersani, che al momento della raccolta delle firme lo aveva accusato di fare un favore a Berlusconi.
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