Diritti d’autore: Web libero non significa Web illegale
Ciò che colpisce di più, nella discussione di questi giorni sulla libertà della Rete e il diritto d'autore, è la quasi-simpatia per i comportamenti illegali che serpeggia in alcuni settori dell'opinione pubblica. Come se il mondo online fosse un mondo a parte, dove non valgono le regole del mondo reale. La settimana scorsa, con la «notte anti-censura» e le polemiche anti-Agcom, è stata esemplare. Alcuni politici e alcuni commentatori sembrano più interessati a raccogliere consenso che a dare un proprio contributo alla definizione di nuove regole per conciliare la libertà degli utenti e il copyright degli autori. La loro preoccupazione dominante è quella di cavalcare l'onda, anche quando il moto ondoso è spinto in parte dal cosiddetto «popolo del Web» e in parte dai grandi aggregatori di contenuti via Internet come Google e Microsoft.
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