venerdì, settembre 09, 2011

Ciancimino ride della scorta e dei pm

Ciancimino ride della scorta e dei pm: «In procura faccio quello che voglio»
Sulle intercettazioni scoppia La polemica del Pdl che chiede l’intervento del Csm e un’ispezione del ministero

MILANO - «Negli uffici della procura di Palermo io faccio quel che m... voglio». A parlare è Massimo Ciancimino che, secondo quanto rivela «Panorama» rideva della sua scorta e anche dei magistrati. Il settimanale pubblica stralci di due intercettazioni ambientali risalenti rispettivamente al 16 novembre ed al 1 dicembre 2010: nei nastri era stata registrata la voce dell'ex teste della procura di Palermo, poi arrestato lo scorso 21 aprile con l'accusa di calunnia aggravata. La procura di Reggio Calabria in quel momento teneva sotto controllo Girolamo Strangi, un commercialista indagato perchè considerato vicino alla 'Ndrangheta. Strangi con Ciancimino parla di fatture false e di 170 mila euro in contanti, da trasportare a Bologna o a Parigi. E Ciancimino si propone, incredibilmente, di pensarci lui: «Ti fidi a fare tutto quel percorso in macchina, con i soldi?» Chiede. «Io non ho problemi, che sono con scorte e cose... Io passo ovunque». In sostanza, la scorta che dovrebbe proteggere e controllare un teste potrebbe essere stata usata in modo inconsapevole per difendere un sospetto trasporto di denaro.
http://www.corriere.it/cronache/11_settembre_08/ciancimino-intercettazioni-scorta-panorama-polemiche_2875dedc-da26-11e0-89f9-582afdf2c611.shtml

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