giovedì, settembre 08, 2011

I vitalizi d'oro dal Parlamento alle Regioni

I vitalizi d'oro dal Parlamento alle Regioni
di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella - 07/09/2011

Come Achille piè veloce, che nel paradosso di Zenone di Elea rincorre la tartaruga senza riuscire mai a raggiungerla, l'operaio Ernesto Vernacchia insegue da anni la pensione e quella via via si allontana. Immaginate la sua rabbia: e i diritti acquisiti? Risposta dello Stato: è il destino, si metta l'animo in pace. Va da sé che questo vale per i comuni mortali. Per «loro» no. Per loro un diritto acquisito, anche dopo l'indignazione popolare del 2007 sui costi della politica, è sacro e inviolabile come la Ka'ba alla Mecca o la reliquia del dente di Buddha a Senkadagalapura. In nessun altro caso il solco tra normalità e privilegio è profondo come quando si parla delle pensioni. E lo dimostrano appunto certe storie come quella di Vernacchia, un operaio della Irisbus, lo stabilimento Fiat che produce autobus per il trasporto urbano a Valle Ufita, nella provincia di Avellino. E il primo gennaio del 2008.
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=40067

Nessun commento: