domenica, gennaio 15, 2012

Dopo la tragedia, il disastro ambientale

di MARIO TOZZI
Dobbiamo constatare con dolore che nell’Italia del terzo millennio non si muore solo per frana o alluvione, ma anche annegati nel mare più frequentato del mondo. Mentre scriviamo sono ancora decine le persone che mancano all’appello, ma le immagini teletrasmesse non mostrano corpi in mare, né ne sono stati raccolti sulla vicinissima riva. Si spera siano stati già tratti in salvo o comunque siano stati già trasferiti, perché sarebbe davvero insopportabile pensare che siano rimasti ancora intrappolati nella nave tragicamente basculata. E non vorremmo scoprire che lo spaventoso incidente della più grande nave da crociera italiana sia dovuto alla volontà di «portare un saluto» agli abitanti dell’isola del Giglio che, siamo sicuri, ne avrebbero fatto volentieri a meno.


http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=9649

Strumenti sofisticatissimi e regole ferree, ma anche i colossi del mare
sono vulnerabili 

L'esperto di ingegneria navale: "Questa tragedia può cambiare
i parametri di sicurezza"


http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/438270/

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