Scossi dall’incredibile incidente del Giglio, provati dalle alluvioni di
fine 2011, mentre non si è ancora rimarginata la ferita de L’Aquila,
gli italiani si trovano ad affrontare lo stress inevitabile di una
sequenza sismica dove apparentemente non te lo aspetti. Prima nelle
Prealpi venete e successivamente in Emilia Romagna. I due eventi non
sono in alcun modo collegabili, ma si comprende la paura di chi, al
massimo, vede oscillare i pioppi della pianura padana, non i campanili.
Poi però si deve fare un piccolo esercizio di memoria e ritornare a una
lontana notte di primavera nei ducati di Parma e Reggio Emilia, proprio
negli anni in cui Ciro Menotti guidava i moti insurrezionali e la
repressione delle istanze liberali era durissima. Quella notte la terra
trema con un’intensità attorno al VII-VIII° grado della scala Mercalli,
con gravi danni a Parma e Reggio. E anche quel terremoto viene risentito
in gran parte dell’Italia settentrionale....
di MARIO TOZZI su http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=9694
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