Mentre ancora si discute di ius soli
e di riconoscimento della cittadinanza a chi nasce nel nostro paese,
di diritto di voto per chi lavora in Italia, del marchio di sangue e di
altre fesserie razziste a metà tra il folclore e il nazionalismo
spinto, gli stranieri sono già italiani per le casse dello Stato. Una
bella mossa, ipocritamente taciuta, di chi ha recuperato dalla soffitta
l’inno dell’Italia agli italiani.
I
migranti, infatti, dati della Fondazione Leone Moressa alla mano,
rappresentano il 6,8% dei contribuenti e da loro arriva il 4,1% del
gettito complessivo. Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia le
regioni in cui il peso delle contribuzioni degli stranieri su quelle
totali all’IRPEF è più consistente. Oltre 2,1 milioni gli stranieri
contribuenti del nostro Paese. Gli stranieri di Lazio e Lombardia sono
quelli che versano di più, rispetto a tutte le altre regioni.
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