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I recenti episodi, anche drammatici, della contestazione della TAV
Torino-Lione, ci offrono lo spunto per alcune considerazioni. La prima è
quella relativa alla contestazione stessa. I manifestanti se la sono
presa anche con gli utenti occupando strade e ferrovie. E' la solita
storia: più crei danno all'utente maggiore ascolto avrai. E' la
dimostrazione della incapacità di individuare il referente contro cui
protestare. E' una sconfitta dei dimostranti.
La seconda
considerazione riguarda i costi della TAV. Si era partiti con 25
miliardi di costo totale. La parte che interessa l'Italia è la sezione
transfrontaliera, con un spesa prevista di 11 miliardi (con 2 di
contributi europei), ridotti poi a 3,5 miliardi (!). Perché questa
diminuzione? Il progetto TAV è, prevalentemente, dedicato alle merci e
non ai passeggeri....
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