di Luciano Gallino
Le facoltà
fondamentali del giudice del lavoro, di contemperamento dei poteri
della parte più debole (il lavoratore) e di quella più forte (il
datore di lavoro), fatte salve le ragioni di entrambi, vengono
drasticamente limitate dal disegno di legge di riforma del lavoro, a
partire da quelle che gli assegnava l´articolo 18. In tal modo i
licenziamenti individuali e collettivi saranno resi ancora più
facili. Sono questi gli esiti più negativi del ddl che il Parlamento
dovrebbe cercare di attutire sempre che non prevalga nella
maggioranza la volontà di peggiorarli.
http://www.coordinamentorsu.it/doc/altri2012/2012_0424_gallino.htmDa La Repubblica del 24/04/2012
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