Cosa faranno gli italiani oggi, 1° Maggio? E’ festa, certo. Non si
lavora negli uffici, nelle fabbriche e nelle aziende e non si va a
scuola perché anni fa, tanti e tanti oramai, fu deciso che si dovesse
celebrare una giornata dedicata al lavoro riposandosi e avendo tempo di
riflettere su che cosa bella e dignitosa fosse stata la conquista del
Lavoro inteso come valore di civiltà. Un lavoro che rendeva l’essere
umano sempre più simile a Dio e meno alla bestia attraverso il
riconoscimento di diritti, come quello di ammalarsi e di riposarsi. E’
qualcosa di assai divino, il riposo. Il settimo giorno, ricordate?
Da qualche tempo tutto questo insieme
di principi viene messo in discussione. Non solo perché il lavoro sta
diventando non più un diritto inalienabile ma un privilegio, una regalia
da parte dell’1% e non sto parlando di lavoro qualificato ma di
semplice lavoro salariato da primo livello di pura sopravvivenza. Anche
il riposo comincia ad essere messo in discussione. Si tolgono dieci minuti dai
turni – per aumentare la produzione di automobili che poi non si
vendono – e si tiene aperto il centro commerciale anche di domenica e i
giorni festivi - la rivincita dei mercanti - perché il riposo del
lavoratore fa male al re, al suo profitto. Perché è lo schiavismo che
sta tornando di moda, in una versione più simile a Metropolis che a
Radici...
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