http://www.tzetze.it/tzetze_news.php?url=http%3A%2F%2Fwww.lindipendenza.com%2Fspesa-pubblica-spending%2F&key=037cb379bb581af27dda45b04132a7f8aeb6aac9
di MATTEO CORSINI
“La spending review contiene molte promesse, specie dal punto di
vista del miglioramento della qualità della spesa. Ma non è realistico
attendersi risparmi capaci di incidere significativamente sulla
pressione fiscale. Il peso della nostra spesa pubblica, al netto di quei
comparti di spesa su cui non si può incidere perché sono l’ombra del
passato proiettata sul presente – interessi e pensioni in essere – è il
più basso fra i paesi dell’euro.” (F. Galimberti)
Da quando si iniziò a sentire parlare di spending review (revisione
della spesa pubblica) ai tempi in cui a promuoverla era l’allora
ministro Tommaso Padoa-Schioppa, personalmente ho sempre considerato la
materia nient’altro che fumo negli occhi dei contribuenti. Qualcosa da
(ri)tirare fuori in concomitanza di ogni stangata fiscale, giusto per
tentare di placare gli animi dei meno pazienti tra coloro che pagano
fior di tasse. Più o meno è sempre andata così: la mazzata fiscale era
un dato certo e immediato, mentre la riduzione della spesa era una
promessa per un futuro che non diventa mai presente. E guai a fare i
famigerati tagli lineari, bisogna procedere nella giungla della spesa
pubblica con il tagliaunghie detto spending review.
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