MILANO - Tocca ai sindaci vigilare sulle effettive «dimore abituali»
dei coniugi che per il Fisco vivono in due Comuni diversi, e che di
conseguenza possono pagare su entrambe le loro case l'Imu per
l'abitazione principale accompagnata dalla detrazione, invece della più
pesante imposta ordinaria.
La disciplina Imu corretta dal decreto fiscale e interpretata dalla
circolare allo studio del ministero dell'Economia tratta infatti con un
occhio di riguardo le coppie sposate e separate solo dal punto di vista
geografico.
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