Prima di tutto c'è da tranquillizzarsi: Silvio Berlusconi non tornerà a
palazzo Chigi come presidente del consiglio. Il suo brand politico
legato alla persona, qualsiasi sia il nome che possa assumere in futuro,
è finito con le elezioni amministrative di Milano del 2011 e con il
rovinoso autunno scorso. I notabili legati a Berlusconi non aspirano più
voti sul territorio, come da modello neodemocristiano, come all'inizio
del decennio scorso. Se Berlusconi darà vita ad un brand nuovo, senza
notabili alla Scaiola o alla Micciché sul territorio, punterà tutto su
un settore di opinione pubblica che non egemonizza più come nel
ventennio passato. Non a caso da anni si favoleggia di una offensiva
berlusconiana su Internet che sembra un pò la favola dell'arma segreta
che avrebbe dovuto rovesciare le sorti della guerra per l'Asse durante
il secondo conflitto mondiale: sempre annunciata come imminente e
dirompente e mai in atto. Il motivo è semplice: l'elettore
berlusconiano, quello catalizzato grazie alla tv, non ha abitudini da
mediattivista. Abitudini necessarie e spontanee se si vuol far circolare
informazione politica in rete.
http://www.senzasoste.it/nazionale/il-ritorno-l-ultimo-tragico-patetico-berlusconi
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