La green economy è un nemico
di ecosoc - 11/07/2012
La
Conferenza di Rio sullo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite è
stato il culmine di un processo di mistificazione, ideologica e
culturale, senza precedenti. Nonostante non vi sia il minimo dubbio che
lo sviluppo sostenibile sia un concetto nocivo, un ossimoro o un
antinomia, e che la Green Economy sia solo un nuovo strumento a servizio
di industrie di natura oligopolistica o monopolistica (trasporti,
impiantistica, energia, informatica), il Documento Finale del Simposio
ha voluto individuare in questo modello teorico, il futuro pilastro
dello sviluppo economico. Nessun impegno o programma per i Governi o per
le Agenzie.
La
Conferenza non è stata solo il fallimento di un percorso iniziato
vent’anni fa, ma anche un’autoritaria affermazione del Brasile, complice
l’Italia, entrambi membri del Bureau della Conferenza; i due Paesi si
sono adoperati per celebrare il settore privato delle grandi industrie
del Green al quale, mediante un’ondata di rimedi pseudoscientifici e
palliativi, di tecnologie verdi inefficienti e di oscuri finanziamenti
pubblici, sarebbe demandata la soluzione dei problemi del mondo,
povertà, fame, riduzione della biodiversità, desertificazione,
cambiamenti climatici, deforestazione, acqua, rifiuti.......
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